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Una tra le curiosità più ricorrenti alle quali i clienti mi chiedono di rispondere riguarda il dubbio sull'incisività di una sessione esoterica senza contatto visivo tra il consultante e il professionista. Tale domanda viene in realtà posta da coloro che hanno un primo approccio col mondo delle carte perché i clienti abituali hanno già potuto appurare l'indiscutibile efficacia di un consulto che si svolge a distanza. La presenza fisica che si intende in questo caso erroneamente necessaria per tutelare la sensibilità dell'operatore risulta per la mia lunga esperienza lavorativa del tutto ininfluente ai fini dell'esito di un consulto. Mi preme anzi sottolineare che il dialogo che avviene con cartomanti al telefono consente loro di amplificare le percezioni extrasensoriali. Liberi cioè dalle distrazioni che lo sguardo del cliente potrebbe provocare, tali professionisti hanno l'opportunità di concentrarsi esclusivamente sull'interpretazione dei simboli di ogni carta emersa dal mazzo. Anche il consultante trae benefici da questo contesto visto che, trovandosi in un luogo da lui scelto per conversare con l'operatore, è nella condizione ideale per aprirsi a confidenze. Chi deciderà per la prima volta di chiamare uno dei miei colleghi, avrà già la consapevolezza, dopo aver letto questo mio articolo, che il consulto a distanza non fa che potenziare le energie che in esso circolano tra le parti. La voce come espressione di un'emozioneNella divinazione l'energia espressa dalle parti non è affatto legata alla dimensione corporea, vale a dire al linguaggio che certamente un corpo in movimento comunica nell'atto di dialogare con un interlocutore. Peraltro sia il professionista che il cliente hanno la possibilità di simulare un gesto al quale attribuire un significato lontano dalla realtà delle cose. Il che genera un indiscutibile intralcio allo svolgersi di un consulto che dovrebbe viceversa tendere alla scoperta di verità in grado di far superare all'utente un momento di profonda tristezza. Nel momento in cui si desidera interrogare le carte con la finalità di risolvere una crisi di coppia o superare conseguenze non favorevoli in ambito lavorativo, non è opportuno incappare in perdite di tempo dovute ad una situazione imbarazzante. Nel confronto durante una sessione a distanza è la voce a prendere il largo nel senso che sprigionerà un'energia chiarificatrice decisamente più potente di quella emanata dal corpo. Proprio attraverso la voce nella mia attività quotidiana capisco molto bene lo stato d'animo di una persona perché i cambiamenti di tono, le pause e gli estemporanei silenzi mi danno modo di scavare senza fatica nella vita interiore di chi sta con te al telefono. La concentrazione è salva senza la distrazione degli occhiQualsiasi elemento visivo, compreso ad esempio l'abbigliamento del cliente, può intervenire a deconcentrare l'operatore esoterico da un'interpretazione dei tarocchi da cui dipenderà l'evoluzione dello stato emotivo del consultante. L'assenza di questo tipo di stimoli impone al professionista di focalizzare la sua mente unicamente sui simboli che ogni carta estratta dal mazzo veicola. La sua preparazione esoterica e l'intuito di cui è dotato, si esprimeranno nella loro totalità perché al riparo da qualunque fatto visivo che ne potrebbe inficiare l'incisività. In questa atmosfera io ad esempio mi trovo perfettamente a mio agio, ossia nella condizione ottimale per assicurare al cliente un responso obiettivo e quindi scevro di condizionamenti esterni. Al consultante interessa un punto di vista diverso da quello raccolto tra le sue amicizie prima di richiedere una lettura dei tarocchi. Il che vuol dire che le sue aspettative non possono essere banalmente deluse attraverso una superficialità mostrata dall'operatore esoterico. Peraltro eliminati questi fattori fastidiosi che incidono negativamente sui pareri del professionista, il cliente può accorgersi del grado di preparazione dello stesso visto che quest'ultimo non può appellarsi ad alcuna giustificazione in caso di una disattenzione personale. L'empatia reciprocaAttraverso la mia esperienza professionale ho constatato che talvolta risulta più facile instaurare un rapporto empatico col proprio cliente e ad accendere questa eventualità contribuisce certamente l'energia trasmessa dalla voce al telefono. In alcune occasioni si ha la percezione di essere sintonizzati con l'altro sulla stessa frequenza emotiva e pertanto l'interpretazione delle carte non può che svilupparsi in modo splendidamente fluido. Le vibrazioni vocali del consultante segnalano ad un operatore sensibile all'ascolto come commentare una stesa, ossia con la coscienza di chi sa quali informazioni accogliere e quali disattendere. Sta poi ovviamente alla sua intuizione raccogliere dalla stretta relazione tra i simboli dei tarocchi dati che spieghino certe dinamiche insopportabili all'interno della coppia o tra i colleghi di lavoro. Nel cogliere sfumature che prima del suo intervento sono sfuggite a chi ha voluto chiosare lo sfogo del consultante, risiede il suo talento più puro. Risulta dunque un fatto ineccepibile quello per cui una conversazione al telefono produca per così dire un "buio musicale" sommamente eloquente. La storia di Fernanda e il riscontro delle carte attraverso il canale della voceL'assenza del contatto visivo elimina le distrazioni estetiche, consentendo all'operatore di cogliere l'energia del consultante attraverso la sua vibrazione vocale e tradurla in un responso mirato. 1.Storia: Fernanda (pseudonimo adottato per tutelare la privacy della cliente), una impiegata che viveva in un ambiente lavorativo caratterizzato da gelosie, si rivolse a me spinta dalla necessità di fare chiarezza su questo aspetto. Essendo dichiaratamente scettica, era convinta che i cartomanti in presenza utilizzassero anche tecniche di cold reading (basandosi su dettagli visivi come l'abbigliamento o le espressioni del viso) e che a distanza il consulto fosse dunque privo di questo ulteriore elemento conoscitivo. 2.Metodo (L'ascolto della vibrazione vocale): Durante la chiamata, ho chiesto a Fernanda di formulare le sue domande. Ascoltando con attenzione il timbro e l'intonazione della sua voce, ho percepito l'energia e lo stato di tensione reale che la muovevano e, su quella traccia, ho aperto le carte sul tavolo senza chiedergli alcuna informazione o dettaglio ulteriore sulla sua situazione lavorativa. 3.Effetti (La risoluzione del blocco lavorativo): La stesa ha evidenziato punti critici delle relazioni presenti all'interno dell'ufficio. Ottenuta questa ulteriore conferma, Fernanda, prendendo atto che la condizione lavorativa è immodificabile, ha assunto l'atteggiamento giusto di chi, pur di lavorare, non contribuisce al pettegolezzo lavorativo. Questo riscontro pratico ha dimostrato che la vibrazione della voce trasmette l'energia in modo puro e che la distanza garantisce un responso limpido e utile alla vita reale. La distanza come sinonimo di vicinanzaUn consulto a distanza paradossalmente genera per ciò che ho appurato nella mia intensa esperienza professionale maggiore vicinanza. Il contatto tra il cartomante e il cliente è soltanto di natura vocale, ma ciò basta per allontanare ogni ostacolo che la presenza fisica determina. Ed è inoltre fondamentale per aumentare le percezioni extrasensoriali sia dell'operatore esoterico che del consultante. In questo scenario l'esito della lettura dei tarocchi, anche se diverso da quello sperato dall'utente, sarà genuino e la sua autenticità, quindi, costringerà il cliente, in caso di un epilogo non fortunato, a mettere una pietra sopra illusioni che riguardano il suo partner o l'attesa di un lavoro più gratificante. Scritto da: Cartomante Tiziana |
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